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Sintomi della tiroide che non funziona

sintomi-tiroide-problemiEcco come riconoscere i segnali dei problemi di tiroide

Problemi alla tiroide? Parliamo di ipertiroidismo e ipotiroidismo – Ma quali sono invece i sintomi da tenere sotto osservazione per capire che la tiroide non funziona bene?

La tiroide è una ghiandola endocrina di grandi dimensioni, l'unica di tipo follicolare (costituita cioè da strutture approssimativamente sferiche piene di colloide). Produce tre ormoni fondamentali per lo sviluppo e il metabolismo corporeo, ed è situata nella regione ventrale (anteriore) del collo.

Il compito principale della tiroide è quello di sintetizzare e produrre un ormone, tiroxina, in due forme contenenti rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio, note con il nome di T3 e T4. Nel sangue, però, questi ormoni si legano a proteine che li trasportano nei tessuti, dove poi vengono liberati. Ed è proprio la forma libera quella biologicamente attiva; nei dosaggi ematici, quindi, non vengono ricercate le T3 e le T4, bensì le forme FT3 e FT4 (dove F sta per "frazione libera"). Sia il T3, sia il T4 sono fondamentali nella regolazione di numerose funzioni organiche, come: la crescita, il metabolismo, la frequenza cardiaca, il ciclo mestruale, il peso corporeo, i livelli di colesterolo, la salute della pelle e il sistema nervoso centrale.

Finché la tiroide funziona bene, non ci si rende certo conto della sua importanza, ma quando inizia a perdere"qualche colpo" (producendo ormoni in minore quantità) o a lavorare troppo (sintetizzando troppa tiroxina) tutto l'organismo ne risente in modo evidente, manifestando quell'insieme di sintomi racchiuso in due termini piuttosto noti: l'ipertiroidismo e l'ipotiroidismo.

L’ipertiroidismo è la sindrome derivante dall'eccesso di ormoni tiroidei nel circolo ematico.

I sintomi dell’ ipertiroidismo sono: un'eccessiva concentrazione di T3 e T4, a causa di un'iperproduzione di ormoni da parte della tiroide, è causa di ipertiroidismo (o tireotossicosi), le cui forme più severe hanno origine, in genere, da malattie quali il morbo di Basedow (o gozzo tossico diffuso), il morbo di Plummer (o adenoma tossico) o il gozzo tossico multinodulare. Forme più lievi o transitorie, invece, possono dipendere da processi infiammatori (tiroiditi) e, solo eccezionalmente, da ipersecrezione ipofisaria di TSH o da neoplasia. L'ipertiroidismo può anche derivare dall'assunzione di eccessive quantità di ormoni tiroidei (tireotossicosi fattizia).

Sintomi comuni a tutte le forme di ipertiroidismo sono: gozzo; tachicardia (aumento del battito cardiaco); cute calda, sottile e umida; tremori; insonnia; nervosismo; iperattività; aumento della sudorazione; diarrea; perdita di peso; alterazione del ciclo mestruale; segni oculari (sguardo fisso, retrazione delle palpebre, lacrimazione, irritazione,...) e debolezza.

L'ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide, molto spesso di natura genetica, dovuta a ridotta secrezione degli ormoni tiroidei Tiroxina e Triiodotironina.

I sintomi dell’ipotiroidismo sono: sonnolenza, stipsi, intolleranza al freddo, apatia, aumento di peso senza apparente aumento dell'appetito, voce roca, bradicardia (battito del cuore lento), possibili versamenti pleurici o addominali (solo raramente causa di disturbi respiratori o emodinamici), parestesie di mani e piedi (alterazioni della sensibilità, con formicolii, prurito, sensazione di liquido in circolo,…), menorragia (aumento della durata e dell'intensità del flusso mestruale), ipotermia e spesso anemia (in genere in forma lieve). Nei casi più gravi si può andare incontro anche alla cosiddetta "facies mixedematosa", caratterizzata dal tipico gonfiore del viso (a causa, soprattutto, di un aumento del liquido interstiziale presente nei tessuti cutanei) o al coma mixedematoso, una grave (e rara) condizione clinica conseguente a un'infezione, a un trauma, a una prolungata esposizione al freddo o all'ingestione di sedativi. I sintomi sono, in genere, bradicardia, ipotensione arteriosa, spiccata ipotermia (anche 32°-35°C) e sonnolenza, fino al coma.

In ogni caso è sempre consigliabile rivolgersi a Centri specializzati che possano procedere ad un accurato inquadramento della patologia ed accertare i fattori di rischio, valutando eventuali sospetti di malignità (dimensioni del nodulo - irregolarità dei margini - presenza di microcalcificazione) e consigliare sul migliore approccio terapeutico.


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