Helicobacter Pylori: che cosa è?

Sono milioni di persone in Italia ad avere l'Helicobacter, ma non tutti lo sanno. Contrarlo non è difficile e può essere accaduto anche anni e anni prima e tenuto nello stomaco fino a quando i sintomi non ne comunicano la presenza.

Quali sono i sintomi dell'Helicobacter Pylori?

Quelli immediati sono dolori, nausea, bruciore. L'Helicobacter è un batterio molto silenzioso, che agisce lentamente e che ci mette anche 10/15 anni a danneggiare lo stomaco anche in modo irreversibile. Ad un primo aspetto, alcuni disturbi dello stomaco sembrano causati da stress, fumo, alcol, alimentazione scorretta, abuso di cibi particolarmente lavorati, o di antinfiammatori. Questi disturbi potevano spiegare la comparsa di gastriti e ulcere. Poi negli anni recenti, intorno agli anni '80, vi furono delle scoperte che misero in luce un microrganismo in grado di insinuarsi nella mucosa gastrica e di rosicchiarla, indebolirla, fino a procurare lesioni vere e proprie. Il batterio scoperto - Helicobacter Pylori - poteva, e anzi, riusciva a vivere solo in un ambiente acido, protetto da uno strato di muco nello stomaco, resistendo all'azione distruttiva dei succhi gastrici. Fu possibile dimostrare che il 90% delle gastriti, le ulcere peptiche e i casi tumori allo stomaco sono proprio causati da questo batterio: Helicobacter Pylori.

Helicobacter Pylori: i test

Bisogna essere attenti a capire i sintomi della presenza del batterio e quando sottoporsi ad un test, per non trascurare i segnali e peggiorare la condizione. Si inizia con mal di stomaco che può apparire banale e solo passeggero. Poi compare il problema della digestione, il senso di pesantezza, la pancia gonfia, la nausea, bruciori e languori. Questi sintomi possono anche perdurare per oltre due settimane, in quel caso è opportuno rivolgersi ad un medico. Se il test risulta confermare la presenza del batterio, sarà opportuno consultare un gastrenterologo. E' fondamentale prendere in tempo delle precauzioni perché con la maggiore età (dai 55 anni e oltre) il rischio di tumore allo stomaco è anche maggiore.

I test per scoprire la presenza del batterio sono l'Urea Breath Test o quello delle feci. Due esami non invasivi, semplici da eseguire e molto affidabili. il test sulle feci è possibile farlo sia in laboratorio o anche a casa, comprando l'Hpsa test, disponibile in farmacia e che dà un immediato responso. Si può effettuare a casa, ma poi si dovrà portare il campione di feci raccolto dall'apposito strumento (sarà descritto nelle istruzioni) dal farmacista che provvederà a concludere il test mediante un liquido che darà il responso. Ad oggi esistono test specifici ed efficaci per indagare nella possibilità che vi sia questo batterio a danneggiare lo stomaco e che quindi consentono al medico di poter fornire una terapia per l'Helicobacter.

>Il test sul respiro - Urea breath test

E' meno diffuso perché ha bisogno di uno strumento particolare e molto costoso, non tutti i laboratori lo hanno: lo spettrometro di massa. Si soffia in una provetta, l'espirato viene raccolto. Si beve poi una soluzione - l'urea - che se c'è il batterio reagirà con ureasi - enzima prodotto dal batterio, sciogliendo l'urea in anidride carbonica. Dopo mezz'ora bisognerà soffiare nuovamente nella provetta e se nel fiato vi sono tracce della soluzione ingerita, di urea e anidride carbonica, il batterio Helicobacter c'è!

Helicobacter Pylori: la gastroscopia

Questo è un esame più invasivo che solitamente viene prescritto a persone che hanno oltre i 55 anni. L'esame consiste nel far passare un tubo flessibile a fibre ottiche dalla bocca per indagare la mucosa gastrica. Questo strumento preleverà un campione che verrà poi analizzato in laboratorio. Questo esame si fa quando il batterio potrebbe aver già creato danni alle pareti gastriche.

Helicobacter Pylori Terapia

Ad oggi vi è una cura per l'Helicobacter che dura 10 giorni: nei primi 5 si prendono inibitori della pompa protonica (omeprazolo o esomeprazolo) che inibiscono la produzione di acido e proteggono lo stomaco; poi un antibiotico a base di amossicillina. I medicinali (in compresse) vanno assunte due volte al giorno prima di colazione e cena. Poi si passa a tre volte al giorno di un inibitore e due antibiotici: claritromicina e tinidazolo. Dopo la terapia, ci si sottopone nuovamente al test (dopo 4 settimane dalla fine della terapia) per verificare la condizione di salute.

Helicobacter Pylori: il contagio

La trasmissione dell'Helicobacter Pylori avviene bocca a bocca: spesso questo avviene soprattutto da mamma a bambino. Inoltre è necessario non scambiare con troppa facilità tovaglioli, asciugamani, oltre che spazzolini (ma meno frequente, si spera!), che devono essere tutti ad uso strettamente personale!

Helicobacter Pylori: la dieta

Alcune nuove ricerche hanno potuto confermare il ruolo dei broccoli e altre verdure nella repressione di alcuni batteri e nella inibizione del cancro dello stomaco. I risultati hanno mostrato che l'aggiunta di più di più verdura nella dieta di persone con infezione da Helicobacter pylori potrebbe alleviare diversi disturbi di stomaco

Tra i più diffusi agenti patogeni, l H. pylori è stato imputato come responsabile dello sviluppo di infiammazioni, ulcere, tumori e delle 
stomaco. Scarsa igiene e la diffusione dei batteri infettano dal 70 al 90 per cento della popolazione in alcuni paesi asiatici, 
Africa, e paesi sudamericani. 

Si è potuto indagare nell'effetto che alcune verdure crocifere come broccoli, cavoli di broccoli e cavolfiori abbiano un effetto "scoraggiante" verso alcuni microbi dannosi, oltre ad aumentare anche la produzione di enzimi neutralizzanti il cancro. La ricerca indica che entrambe queste azioni potrebbero respingere i disturbi di stomaco.

Questi stessi principi sono stati studiati nella resa di un farmaco - sulforaphane - da poter impiegare oltre ai tre antibiotici attualmente utilizzati per il trattamento di H. pylori. In esame da laboratorio, simulando l'ambiente interno dello stomaco, il sulforaphane ha rivelato di poter inibire la proliferazione di tutti i 48 ceppi di batteri.

I ricercatori hanno poi testato diverse concentrazioni di sulforaphane contro due dei ceppi di H. pylori. Il sulforaphane ha in effetti ucciso il batterio l' H. pylori, anche quando all'interno delle cellule umane stomaco. 

Tuttavia, parlando di dieta, seppure gli alimenti non possono sostituire gli antibiotici nella lotta contro l' H. pylori, potrebbero contribuire alcuni cambiamenti dietetici. Ad esempio le persone con ulcere potrebbero mangiare due o tre porzioni di verdure crocifere un giorno prima della terapia antibiotica.