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Proprietà dello zafferano

Un uso improprio dello zafferano può dar luogo a delle intossicazioni. Lo zafferano è una pianta officinale, classificata come “sativa” da Linneo, ed esiste una sconfinata “letteratura” sulle sue proprietà medicinali, alcune decisamente improbabili, altre invece comprovate dalla medicina moderna seppur già evidenziate nel passato.

Lo zafferano ha molte proprietà, visto che ha un'altissima percentuale di carotenoidi che, contenendo Crocina, sono formidabili antiossidanti naturali, di vitamine B1 e B2 che, contribuendo alla metabolizzazione dei grassi, lo rendono anche un ottimo digestivo.

Le altre proprietà dello zafferano sono: antispastiche, sedative, antinfiammatorie, cicatrizzanti, diuretiche, antidepressive, toniche e regolanti il ciclo mestruale. Lo zafferano inoltre contienealte percentuali di vitamina B1 e B2, sembra essere un antitumorale, ed attiva il metabolismo e contribuisce alla formazione di vitamina A nel nostro corpo. Studi clinici però hanno evidenziato che l'uso dello zafferano può provocare anche effetticollaterali quali: vertigini, torpore e manifestazioni emorragiche da riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia) e da ipoprotrombinemia (diminuzione della protrombina).

La moderna medicina riconosce allo zafferano proprietà eupeptiche (digestive), stimolantidel sistema nervoso e della fase mestruale di cui attenua spesso i sintomi dolorosi. Per uso esterno entra nella composizione di preparati a base di miele da usare per le gengive irritatee dolenti e durante la fase di dentizione per i piccoli. Preparati a base di zafferano vengono tradizionalmente applicati su ecchimosi, scottature ed escoriazioni. Per uso interno fa parte di numerosi preparati, quali il Laudano, il Sydenham, i colliri astingenti lutei.

In cucina lo zafferano è stato utilizzato, sin dall’antichità, per speziare i cibi. Le sue proprietà come condimento gastronomico sono il risultato della presenza di tre principi attivi che rendono lo zafferano capace di esaltare qualunque pietanza e soddisfare i palati più esigenti.

Essi sono

• la crocina, che ha potere colorante;
• la picrocrocina, che ha potere amaricante;
• il safranale, che ha potere aromatizzante.


Lo zafferano si rivela un potente antiossidante e si dice sia un buon afrodisiaco.
Lo zafferano è una pianta officinale, classificata come “sativa” da Linneo, ed esiste unasconfinata “letteratura” sulle sue proprietà medicinali, alcune decisamente improbabili, altreinvece comprovate dalla medicina moderna seppur già evidenziate nel passato.

Citato nel papiro Ebers, nel Cantico dei Cantici e nell’Iliade, nel corso dei secoli gli sonostate attribuite proprietà curative dell’impotenza, dell’insonnia, della peste e della frigidità. Certo è, e la medicina moderna lo conferma, che lo zafferano, con il suo elevato contenutodi carotenoidi, vitamina B1,vitamina B2 e aromi naturali, protegge le cellule, incrementa leresistenze immunitarie. E’ soprattutto un potente antitumorale, necessario alla crescita ed aiuta il metabolismo dei grassi, delle proteine e dei carboidrati.
La moderna medicina riconosce allo zafferano proprietà eupeptiche (digestive), stimolanti del sistema nervoso e della fase mestruale di cui attenua spesso i sintomi dolorosi.

Per uso esterno entra nella composizione di preparati a base di miele da usare per le gengive irritate e dolenti e durante la fase di dentizione per i piccoli. Preparati a base di zafferano vengono tradizionalmente applicati su ecchimosi, scottature ed escoriazioni.

Per uso interno fa parte di numerosi preparati, quali il Laudano, il Sydenham, i colliri astingenti lutei.

Lo zafferano, come molte altre erbe usate per aromatizzare i cibi, non va adoperato sconsideratamente: esso è perfettamente innocuo alle normali dosi alimentari, (val la pena di evidenziare che se ne usano pochi decigrammi), ma non è scevro da effetti secondari a dosi elevate.

Un uso improprio dello zafferano può dar luogo a pesanti intossicazioni, scatenare contrazion iuterine e risultare pericolosamente abortivo, condurre al decesso per emorragia interna. Studi condotti da un'équipe medica russa hanno evidenziato l’alto potere antitumorale della spezia, ma soltanto a dosi talmente elevate (circa 5 g.) da implicare il rischio di decesso dei pazienti.

Il principio attivo colorante è dato dalla crocina, che insieme alla crocetina impartiscono il colore giallo. Il caratteristico sapore dello zafferano è dovuto alla picrocrocina. La molecola di picrocitina si idrolizza spontaneamente in soluzione acquosa (e anche durante la conservazione dei fili e della polvere, pur se a umidità non troppo alta) e dà glucosio esafranale, che costituisce il principio attivo odoroso dello zafferano.

Lo zafferano non è altro che il pistillo del fiore di Crocus sativus che fa parte della famiglia delle Iridacee. Quando questa bellissima pianta perenne che raggiunge i 15 cm di altezza fiorisce, nel periodo annuale, il campo in cui viene coltivata assume una bellissima colorazione viola, dato che l'unico fiore è viola e solitario in cui in piena maturazione ha i pistilli di un bel colore arancione.

 

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