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Iodio 131

 Cosa è lo iodio 131?

Lo iodio 131 è un isotopo radioattivo utilizzato in medicina nucleare sia a scopi diagnostici che
terapeutici. I suoi utilizzi sono principalmente nell'ambito medico e farmaceutico.

 Lo iodio-131 è estremamente tossico perché causa mutazioni e apoptosi nelle cellule che riesce a penetrare, ma danneggia anche le cellule vicine fino ad alcuni millimetri di distanza. Per questa ragione, alte dosi di questo isotopo sono spesso paradossalmente meno pericolose rispetto a quelle basse, dal momento che tendono a uccidere i tessuti tiroidei che altrimenti andrebbero incontro a mutazione e successiva promozione cancerogena come risultato della radiazione. Dunque, attualmente si impiega lo iodio-131 in dosi piene, evitando le piccole dosi nell'uso medico, e progressivamente viene usato soltanto in dosi terapeutiche alte e massimali, come mezzo per uccidere i tessuti bersaglio. Questo è noto come "uso terapeutico."

La terapia con iodio-131 è un mezzo fondamentale e insostituibile per curare le neoplasie della tiroide in quanto agisce prevenendo o comunque rallentando la comparsa di recidive e/o la progressione della malattia. L’effetto terapeutico dello iodio-131 è reso possibile grazie alle capacità dello iodio di concentrarsi selettivamente nelle cellule tiroidee sia normali che patologiche dove effettua il suo effetto terapeutico lentamente nell’arco di alcuni mesi.

La capacità di concentrazione dello iodio-131 all’interno delle cellule tiroidee è utilizzata anche a fini
diagnostici mediante un esame chiamato “scintigrafia total-body 131-I o ricerca di metastasi di tumori tiroidei”. Tra le controindicazioni rientrano la gravidanza e l'allattamento. Al termine della terapia è bene attendere almeno sei mesi prima di cercare una nuova gravidanza, mentre prima del trattamento le donne in età fertile devono esibire un test di gravidanza negativo eseguito pochi giorni prima. La terapia con iodio 131 è controindicata anche in presenza di tireotossicosi a bassa iodocaptazione, come le forme dovute a tiroiditi, assunzione eccessiva di farmaci a base di ormoni tiroidei o eccesso di iodio.

Lo iodio contenuto negli alimenti viene assorbito dal corpo ed in seguito è concentrato preferenzialmente nella tiroide dove è indispensabile per la corretto funzionamento della ghiandola e per la produzione dell'ormone tiroxina. Quando lo iodio 131 è presente in alti livelli nell'ambiente come risultato del fallout radioattivo, può essere assorbito attraverso il cibo contaminato, e si accumulerà nella tiroide. Mentre decade, può causare danno alla tiroide. Il principale rischio dell'esposizione al 131 è un aumentata incidenza (probabilistica) di cancro alla tiroide radiogenico nel proseguimento della vita. Altri rischi sono la possibilità di tumefazioni non cancerose e di tiroidite. Attualmente molti aeroporti hanno sensori di radiazioni per poter rilevare il contrabbando di materiali radioattivi. I pazienti che si sottopongono a terapia con iodio-131 devono essere avvertiti che se scelgono di viaggiare per via aerea, che possono attivare i sensori di radiazione anche fino a 95 giorni dopo la terapia con 131.

Lo iodio-131 noto in medicina nucleare come radioiodio, è un radioisotopo importante dello iodio. La sua emivita di decadimento radioattivo è di circa 8 giorni. I suoi utilizzi sono principalmente nell'ambito medico e farmaceutico. Gioca un ruolo anche come un pericolo radioattivo tra i maggiori quelli presenti nei prodotti della fissione nucleare (scorie radioattive), e costituisce uno dei principali fattori di rischio per la salute risultante dalle esplosioni nucleari.

 

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