Ciò non è necessario. Qualora il problema sia causato esclusivamente da un eccesso di peso,
allora la terapia è essenzialmente dietetica (dieta ipocalorica che favorisca una generale
perdita di peso).
Negli altri casi è possibile ritrovare un aspetto gradevole e non disturbato dalla presenza del doppio mento attraverso alcuni semplici ma costanti esercizi dei muscoli facciali.
Il doppio mento è uno strato di grasso che si forma intorno al collo dando la sensazione visiva
che ci sia un altro mento cascante. Non è gradevole per chi vi guarda e soprattutto chi ce l’ha
se ne vuole liberare senza rimpianto.
Il doppio mento è la zona ubicata nel collo, esattamente sotto al mento e può essere formata
per tessuto adiposo (grasso) o per pelle che ha perso la tensione. L'obesità o il sovrappeso
sono alcuni dei fattori predominanti per la formazione di doppio mento da molto precoce
età, influiscono anche la genetica e la forma del viso. Una persona di viso angoloso, con la
mandibola ben marcata ed il collo lungo ha meno possibilità di sviluppare doppio mento che
quelli che possiedono abbozzano arrotondate e collo breve. Un altro tipo di doppio mento è
quello che succede quando la pelle del viso ed il collo perdono elasticità e quello tessuto floscio
appare sotto il mento. Quando il doppio mento è formato di grasso la prima misura è scendere
da peso per ridurre il volume, questo deve basarsi su una buona dieta e nella realizzazione di
esercizi per riuscire a dargli forma al collo.
Quali esercizi potrebbero essere consigliati a questo scopo? Ve ne suggeriamo alcuni di facile
esecuzione.
1. Sdraiamoci in posizione supina. Rilassiamoci concentrandoci in particolare sulla
distensione dei muscoli della bocca e del mento. Portiamo lentamente su la testa
fino a toccare il petto con il mento. Torniamo alla posizione iniziale, sempre senza
scatti. Iniziamo con 8 ripetizioni, fino a raggiungere un massimo di 40 quando avremo
raggiunto un buon grado di allenamento.
2. Sdraiamoci su una sedia ben stabile. Rilassiamo i muscoli facciali, quindi incliniamo indietro la testa fino a non potere andare oltre. Da questa posizione, spingiamo il mento verso il basso quanto più riusciamo, aprendo la bocca. Anche in questo caso ripetiamo l’esercizio da un minimo di 8 volte a un massimo di 40, in funzione del grado di allenamento.
3. Sediamoci su una sedia ben stabile e pieghiamo la testa verso sinistra. In questa posizione poggiamo la punta della lingua sul palato e premiamo con forza per 10 volte consecutive. Torniamo lentamente alla posizione iniziale e ripetiamo sul lato destro.
4. In piedi, iniziamo un’inspirazione attraverso il naso prolungandola fino a circa 6 secondi e nel frattempo puntiamo la lingua contro il palato come se volessimo forarlo. Spingiamo la lingua leggermente avanti facendo in modo che la mandibola si protenda avanti. Possiamo anche mettere una mano sotto il mento in modo da prendere atto dello sforzo effettuato. Questo esercizio può essere ripetuto da un minimo di 5 volte al giorno fino a un numero elevatissimo di volte se abbiamo un doppio mento abbastanza pronunciato.
5. In piedi, incrociamo le braccia sul petto e protendiamo il collo in avanti verso il basso fino a quando sentiamo la pelle tesa. Pieghiamo la testa a sinistra mantenendola in questa posizione per pochi secondi senza abbassare il mento verso la spalla. Torniamo alla posizione di partenza e ripetiamo l’esercizio a destra. Ripetiamo 5 volte fino a un massimo di 30.
6. Descriviamo dei cerchi con la lingua dentro la bocca. I cerchi devono essere fatti tenendo la bocca chiusa e con i denti serrati. Muoviamo la lingua prima in senso orario, poi in senso antiorario. 10-15 ripetizioni in ogni direzione, tre volte al giorno.
In tutti i casi aiutare il processo con una buona crema rassodante.
Usare degli aiuti giornalieri per mantenere elastico il tono della pelle, come schiaffeggiare
sotto il mento con il dorso della vostra mano. Nello schiaffeggiare, iniziare delicatamente e
gradualmente ad aumentare la velocità. Fare questo per un paio di minuti, due o tre volte al
giorno.


